Monday, October 23rd, 2017

Con Super tornano i Pet Shop Boys – La recensione di SPL80

Published on aprile 1, 2016 by   ·   No Comments

F795 PSB Super Logo Colours AW(di Andrea Dasso) I Pet Shop Boys hanno pubblicato oggi il loro nuovo album ‘Super’ su x2 Records (via Kobalt Label Services). L’album è stato scritto tra Londra e Berlino, prodotto e mixato da Stuart Price a Los Angeles. Super è il secondo album facente parte della trilogia che i PSB realizzeranno con Price ed è stato realizzato solo suoni elettronici, non più combinati con altri strumenti. In concomitanza con l’uscita del disco, la band ha aperto anche un pop-up shop (visitabile da oggi fino a domenica) a Londra al Boxpark di Shoreditch, dove è possibile acquistare il merchandise dei Pet Shop Boys, t-shirt, cover per iPhone, una stampa firmata (edizione numerata di 100 copie), spille, CD e vinili firmati di “Super” con una posizione d’ascolto con le cuffie B&O PLAY.

Super contiene 12 nuove composizioni di Neil Tennant e Chris Lowe, incluso il singolo ‘The Pop Kids’ ed è disponibile in CD, vinile e digitale con questa tracklist:

1. Happiness
2. The Pop Kids
3. Twenty-something
4. Groovy
5. The Dictator Decides
6. Pazzo!
7. Inner Sanctum
8. Undertow
9. Sad Robot World
10. Say It To Me
11. Burn
12. Into Thin Air

Photo-1-Credit-Pelle-CrépinIl disco si apre con Happiness un brano che nell’intro ricorda un pò il sound di Axis ed ha un solo un ritornello cantato su una base di “finto-country”, inizio non certe memorabile… Si passa poi a The Pop Kids, il primo singolo estratto: come in altri brani di Super le sonorità sono molto anni ’90 ma se come album-track ci può stare, la canzone è decisamente inadatta e troppo fiacca come primo singolo (soprattutto se paragonato a hit anche recenti della storia del duo come I’m With Stupid o Love Etc.), forse la peggior scelta come singolo di apertura per un album dei Boys dai tempi di Before nel 1996. Anche la successiva Twenty-something lascia parecchio a desiderare: non tanto per il cantato (la parte vocale è particolarmente interessante) o per il testo (che parla di essere ventenni oggi in Gran Bretagna) quanto per un terribile sound in stile reggaeton. Speriamo che i remix già annunciati da Tennant contribuiscano a migliorare un brano troppo penalizzato da un arrangiamento che ha poco a che fare con il sound PSB. Groovy è un brano in cui si sente parecchio l’impronta del produttore Price ma è anche un brano anonimo, che scorre via veloce come il suo ritmo senza lasciare traccia.

PET-SHOP-BOYS-2-credit-Joseph-SinclairArriviamo così al primo pezzo veramente valido del disco già al primo ascolto The Dictator Decides: caraterizzata da una lunga intro strumentale di oltre 1 minuto con un che di epico con rimandi ad Axis ma anche a Memory Of The Future, vede poi i ritmi rallentare per una canzone sulla libertà, che racconta di come anche un dittatore può sentirsi solo. Come giustamente ha osservato Tennant, non è sicuramente uno dei pezzi da ballare del disco, ma di sicuro può conquistare per quella malinconia e quel pathos che tanti pezzi lenti dei PSB hanno dimostrato di avere. Lasciata alle spalle velocemente Pazzo! (un anonimo intermezzo strumentale), si arriva ad Inner Sanctum, il primo brano del disco proposto dal duo. La struttura è simile a quella di Axis: un brano elettronico quasi interamente strumentale con il cantato ridotto a poche frasi, incalzante e ipnotico è sicuramente uno dei pezzi migliori dell’album! Molto valida anche la successiva Undertow: suona molto anni ’90 (in alcune parti rimanda a Bilingual e a quella Saturday Night Forever che chiudeva quel disco) ma dopo la prima metà di album non molto convincente un pezzo fresco ed orecchiabile e non ossessivamente dance era quello che ci voleva per risollevare le sorti del disco, poi l’ascolto in sequenza con Inner Sanctum funziona!

PET-SHOP-BOYS20533-credit-Joseph-SinclairSad Robot World: è la prima prima ballad dell’album, una riflessione sul mondo della tecnologia. In una cavalcata elettronica e dance come Super ci voleva un pezzo di rottura, un brano lento per tirare il fiato, ma per quanto il pezzo sia un tipico lento alla PSB, l’arrangiamento non convince appieno, ne consegue che il brano può rischiare di passare inosservato, non riesce ad essere un lento memorabile come quelli a cui ci hanno abituato Neil e Chris. Tornano subito i ritmi dance anni ’90 con Say It To Me: un gradino sotto forse rispetto ad Undertow ma con un ritornello molto accattivante. Il disco si avvia alla chiusura ma per fortuna ha ancora qualcosa di interessante da dire: Burn è il terzo pezzo valido del disco: niente di epocale ma un superbo, potenziale, tormentone dance, con un riff synth nel ritornello che si ricorda subito. Si chiude poi con Into Thin Air: suoni più soft, tra elettronica ed ambient, pezzo non è nella top3 del disco ma sicuramente meglio di quelli iniziali.

PET-SHOP-BOYS20488-credit-Joseph-SinclairMai prima d’ora i Pet Shop Boys avevano realizzato due dischi di seguito con lo stesso produttore e non sembra che l’intuizione sia stata azzeccata: il disco manca un pò dell’anima PSB, si sente troppo il sound di Price, fortuna che ci sono i testi di Tennant (che riescono ad emergere anche in un disco dance) a ricordarci di chi sono i brani. E’ un disco nel segno della continuità rispetto ad Electric, pecca di mancanza di originalità (per fortuna se le innovazioni dovevano essere il sound ispanico di Twenty-something) ma rispetto al suo predecessore è più armonico: se in Electric c’erano 4-5 pezzi brani molto validi e gli altri parecchio deludenti, qui i brani (a parte un paio che sorprendono in positivo e un paio in negativo) sono più o meno sullo stesso livello. Il punto di forza dei Pet Shop Boys è sempre stato quello di essere imprevedibili, di sapersi rinnovare e di spiazzare sempre con le loro nuove uscite, qui hanno voluto andare sul sicuro proponendo un album dalla formula simile a quella (di successo per altro) di Electric, con uno sguardo un pò retrò sugli anni ’90 ma che comunque, grazie a qualche colpo di genio, ci aiuta a ricordare chi sono i maestri del synth-pop. Ma, probabilmente, ci troviamo ad ascoltare più un ritorno Normal che Super.

Giudizio: 7/10

Da scaricare: Inner Sanctum, Undertow, Burn

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