Thursday, July 19th, 2018

Quattro chiacchiere con George Aaron: intervista di SPL80

Published on marzo 20, 2015 by   ·   No Comments

aaron23  SPL80 continua con la serie di interviste dedicati ai miti dell’italodisco, dopo Ryan Paris ecco a voi Mr. George Aaron! Con lui abbiamo parlato di com’era l’età d’oro della dance annio ’80 made in Italy, dei suoi progetti passati e di quelli futuri… buona lettura!

1. George Aaron ovvero Giorgio Aldighieri… come è arrivato il discendente di una famiglia nobile all’italo disco degli anni ’80?
Casualmente, nasco come interprete di rock’n’roll e canzoni di Beatles, Eagles Jim Croce o Neil Young , l’essere bi lingue e con una voce particolare o quantomeno impostata in modo molto diverso dai cantanti italiani dell’epoca mi ha reso forse più interessante per progetti internazionali. Incontrai Mario Percali e Raff Todesco con Piero Fidelfatti tramite Stefano Dian proprietario del RG Studio di Gambellara e da li nacque tutto.

2. Come è nato il tuo stage name George Aaron?
George è semplicemente il mio nome in inglese mentre Aaron era il secondo nome di Elvis Presley, poiché dicono che la mia voce ricorda per alcuni tratti la sua…

3. Il tuo primo successo è stato Somebody con i Video,com’era nato questo progetto?
La base fu registrata da Mario Percali Raff Todesco e Piero Fidelfatti ispirandosi al suono degli YAZOO, avevano bisogno di una voce che ricordasse più i cantanti blues che non quelli della musica italiana dell’epoca, gli fui proposto , scrissi le parole e la linea melodica e pare la cosa sia funzionata, almeno stando ai 3 milioni di copie vendute nel mondo..

4. Il tuo primo successo solista è stato con She’s A Devil, di cosa parlava la tua prima hit?
She’s a devil in disguise (lei è un diavolo travestito da angelo) è un po’ quello che in molti casi scopriamo nei rapporti , una persona appare dolce e sensibile e poi… ovviamente vale sia per gli uomini con le donne che viceversa, è un po’ un rendersi conto che non tutto è come appare.

10615437_716312675104993_6242053569043846305_n5. Nel 1984 hai scritto due  brani con Bobby Solo, Nothinville e Rainy Night , come è nata la collaborazione tra uno degli artisti di punta della italo-disco ed uno dei cantautori più noti degli anni ’60? Apparentemente appartenevate a due mondi musicali molto distanti…
Per me Bobby è stato il primo maestro, una sorta di fratello maggiore che oltre ad ispirarmi musicalmente mi ha anche supportato ed insegnato molte cose. Da piccolo ero innamorato di Elvis e Bobby, con Little Tony anche lui mio caro amico, rappresentavano in Italia ciò che io ho sempre ritenuto essere la base della musica moderna ovvero Elvis. Bobby è un cantante raffinato e molto bravo, al di là del colore favoloso della sua voce , ma questa è una mia  valutazione di gusto ,soprattutto è un gran musicista e scrivere assieme è stata una cosa per noi assolutamente naturale. Ci conosciamo da quando avevo 12 anni.

6. Quali sono gli artisti che ti hanno influenzato maggiormente nella tua crescita artistica?
Certamente Elvis Presley, James Taylor , i Beatles ma anche i Bee Gees, Barry White , Joy Division, Heaven 17 e Bobby Solo ovvio..

7. Hai esordito in un decennio d’oro per la musica disco, qual era il tuo artista preferito della italo-disco e con chi ti sarebbe piaciuto collaborare?
Amo molto la produzione dei Fratelli La Bionda così come quelle dei fratelli Micioni (Gazebo , Ryan Paris etc.) sicuramente avrei collaborato volentieri con i LA BIONDA e con Claudio Cecchetto.

1012280_679241892145405_6877410892290906892_n8. Che ricordi hai del mondo discografico italiani negli anni ’80? Era molto diverso da quello di oggi? Forse c’era maggior voglia di sperimentare soprattutto per le etichette indipendenti vero?

Francamente il “nostro” mondo discografico, soprattutto agli inizi degli anni 80 era il mondo dei magazzini di distribuzione trasformatisi per intuizione di pochi in vere e proprie etichette. La Disco Magic di Lombardoni era un luogo di ritrovo per produttori, artisti e djs, questo la rendeva speciale e offriva molte possibilità di interagire e di conoscersi, cosa che le etichette tradizionali non offrivano. Un’evoluzione furono la baby records o il gruppo di radio DJ che misero in forma più industriale quel concetto di contaminazione tra soggetti diversi che da Lombardoni e non solo da lui era la norma. Se poi ci fosse più o meno voglia di sperimentare io credo che il nascere di nuovi strumenti e possibilità tecnologiche fu di per sé stesso uno stimolo enorme, oggi tutti hanno a disposizione mezzi allora inimmaginabili però se questo rende da un lato più semplice il realizzare un prodotto, dall’altro proprio in quanto più semplice viene meno la necessità oltre che la voglia di sperimentazione.

9. Leggendo la tua discografia ho notato che non hai realizzato singoli tra il 1989 ed il 2001, a quali altri progetti ti sei dedicato in quel periodo?
Semplicemente non ci cercava più nessuno e allora per un po’ mi presi una pausa pur rimanendo nel mondo dei live specialmente all’estero.

10. Un paio d’anni fa hai realizzato il tuo ultimo album From George in Vicenza, qual è il sound di questo lavoro? E’ sempre italo-disco o hai esplorato nuovi generi?                                                                                                                                                            E’ un album più pop, con la collaborazione di un bravissimo musicista e dj (Pieluigi Cerin) ho potuto spaziare in ambiti pop e high energy e persino etnico (IZA) più attuali anche se proprio per la mia storia e forse abitudine e sensibilità musicale alcune cose suonano molto 80’s , ci sono anche alcuni brani pregevoli musicalmente, mi piace molto ad esempio il brano “LOVE IS IN” che ho inciso in coppia con Tiziana Rivale, bravissima vincitrice del Festival di Sanremo del 1983.

11. Nel tuo ultimo disco c’è anche una cover dance di Cuore Matto, come è nata l’idea di una cover di una delle hit di Little Tony?
Il mio sogno era inciderla assieme a lui, ne avevamo parlato sin dagli anni 80, una versione in duo ma poi è rimasta lì, come molte altre idee, quando è mancato mi è parsa la cosa più giusta da fare per onorare un artista così importante ma sopra ogni cosa una persona buona,generosa ed onesta come pochi se ne trovano oggi, non solo nel mondo della musica.

12. Oltre a Cuore Matto, hai realizzato diverse cover nel corso della tua carriera (ricordo anche una degli Joy Division), come scegli un brano di cui vuoi proporre una tua versione?
Io, pur scrivendo canzoni, mi considero un cantante prima che autore e come tale mi concedo la libertà di interpretare le canzoni che mi piacciono indipendentemente da chi può averle scritte, spazio tra diversi generi perché io amo la musica in generale e non un solo genere specifico.

aaron13. Tempo fa sul tuo sito si era parlato di un album di prossima uscita dal titolo Future And Freedom che fine ha fatto questo disco?
Il progetto si è modificato nel tempo, tolta qualche canzone, aggiunte altre, alla fine FROM GEORGE IN VICENZA è la realizzazione di Future And Freedom più ampio e completo.

14. Nel 2015, soprattutto all’estero, l’italo disco è ancora un genere che va molto forte, come ti spieghi questa vitalità?
Allo stesso modo con cui spiego la vitalità del rock o del blues e del pop, è un genere musicale e come tale ha una sua dignità artistica ed una sua “immortalità” che va oltre le mode ed i tempi. Purtroppo in Italia non è mai stato ritenuto degno del blasone di “genere musicale” e già ai tempi, quando vendevamo davvero milioni di dischi e occupavamo le classifiche di tutto il mondo eravamo comunque considerati artisti di serie B, all’estero non è così , viene riconosciuto il valore di un’opera indipendentemente da quando o da chi l’ha incisa.. una canzone bella è bella e basta , non deve necessariamente essere legata ad un periodo o contesto storico .

15. Quale artista vorresti come ospite nel tuo prossimo album? E con quale produttore vorresti lavorare?                                          Può suonare strano ma, pur essendo amici da quasi 40 anni e pur avendo cantato assieme centinaia di volte negli anni mi manca un duetto discografico con Bobby Solo, mi piacerebbe davvero molto ed è una cosa che mi manca, avevamo anni fa deciso di incidere un brano degli Everly Brothers, indecisi tra “Ill do my crying in the rain” oppure “every day” di Buddy Holly ma poi chissà perché non lo abbiamo mai fatto. Io ho creato linee melodiche e controcanti nel suo album “Rock around the rock” dove su richiesta di Romolo Ferri (produttore) modificai il cantato di alcune canzoni di Elvis e poi Bobby le ricantò sulla mia falsariga ma un duetto vero in studio non lo abbiamo mai inciso. Naturalmente ancora oggi vorrei lavorare con i miei amici La Bionda, sono produttori straordinari e musicisti di grande sensibilità e gusto, magari di questo ne riparleremo presto ..

(Andrea Dasso)

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