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Alison Moyet live al Fabrique di Milano – La recensione di SPL80

Published on febbraio 26, 2015 by   ·   No Comments

SAM_1045(ns. inviato Andrea Dasso) – Martedì 24 febbraio 2015 Alison Moyet è tornata ad esibirsi in Italia dopo un’attesa durata 28 anni per il The European Minutes Tour! Di fronte a circa 300 fans, l’artista inglese ha portato sul palco del Fabrique tutto il suo repertorio dagli esordi con gli Yazoo passando attraverso la sua sua carriera solista che si snoda lungo 3 decenni, fino all’ultimo album The Minutes del 2013.

Lo show si è aperto con 15′ di ritardo, alle 21.15: sul palco insieme ad Alison, John Garden (tastiere e chitarra) e Sean McGhee (tastiere, mini-moog, chitarra acustica, maracas e cori). Il pezzo di apertura è stato Horizon Flame, ma il pubblico si è scaldato subito  con la hit Nobody Diary’s, scritta da Alison quando aveva 16 anni, e con il primo singolo da The Minutes, When I Was Girl.

Spazio poi ad Ordinary Girl, uno dei brani in cui maggiormente si è sentito il consistente re-work elettronico a cui sono stati sottoposti molti dei brani storici di Alison per questo tour. Poi due brani da The Minutes: Changeling (uno dei preferiti da Alison tra i nuovi pezzi) e Remind Yourself. A seguire un’altra hit storica come Is This Love all’inizio irriconoscibile visto il riarrangiamento in chiave electro, seguita da un brano targato Yazoo, Winter Kills (uno dei meno noti dello storico duo). Accompagnata dalla chitarra acustica di Sean, arriva la coinvolgente ed allegra Falling (una nuova aggiunta per la parte 2015 del The Minutes Tour), subito seguita da un altro brano di The Minutes, Filigree, e dalla mega-hit Only You (con un nuovo arrangiamento) che ha mandato in delirio il pubblico. Altro brano da The Minutes (Apple Kisses) e poi quello dove forse la portentosa voce di Alison ha dato il meglio, This House. Seguono, quindi, due brani di The Minutes: All Signs Of Life (dedicato da Alf a tutti i ciclisti in sala) e Right As Rain, il pezzo di The Minutes in cui si sente maggiormente l’eco degli Yazoo.

La prima parte del concerto si avvia, così, alla conclusione con la grande novità della serata: Waiting, la frizzante collaborazione tra Alison e My Robot Friends, vero e proprio colpo da maestro di Alf per la serata (la performance di Waiting è visibile nel video qui sotto) , e poi due pezzi storici come Love Resurrection (uno dei suoi primi successi solisti) e poi si chiude con Situation, altra traccia dance firmata Yazoo.

Alison ed i suoi musicisti lasciano il palco per rientrare subito richiamati a gran voce del pubblico ed Alison annuncia che ci sarebbero state soltanto altre 3 canzoni: Whispering Your Name (altro brano accompagnato dalla chitarra acustica di Sean) e due pezzi che non possono mai mancare in un concerto di Alison Moyet: All Cried (altro brano in cui la voce di Alison dà il meglio) e la trascinante Don’t Go.

Riassumendo la scaletta della serata milanese è stata:

Horizon Flame
Nobody’s Diary
When I Was Your Girl
Ordinary Girl
Changeling
Remind Yourself
Is This Love
Winter Kills
Falling
Filigree
Only You
Apple Kisses
This House
All Signs of Life
Right as Rain
Waiting
Love Resurrection
Situation

Encore:
Whispering Your Name
All Cried Out
Don’t Go

SAM_1055Durante tutto il concerto, Alison ha interagito molto con i fans, scusandosi se le capitava di parlare troppo velocemente, raccontando il significato o aneddoti di alcune canzoni (Filigree, All Signs Of Life e Whsipering Your Name ad esempio) e parlando con il pubblico, come quando prima di Whispering Your Name, ha risposto ad uno spettatore che le aveva chiesto una canzone dicendo che non esegue pezzi su richiesta, confermandosi sempre diretta ed arguta nelle risposte.

Nonostante le perplessità di Alison per la scarsa prevendita, il pubblico è stato molto appassionato supportando Alf durante tutti i 90 minuti del concerto con la cantante che ha rivolto ai fans tantissimi sorrisi e ringraziamenti, poi confermati anche su twitter dopo lo show.

In conclusione, il concerto milanese di Alison Moyet: è stato un continuo viaggio avanti ed indietro nel tempo attraverso 30 anni di musica e carriera di Alison Moyet: la voce di Alf è rimasta la stessa di quella del suo primo concerto italiano nel 1987, l’idea di un tour elettronico dopo anni di tour acustici si è rivelata azzeccata grazie ad un attento lavoro di restyling sui brani del passato. La serata del Fabrique è stato un evento speciale, senza dubbio la performance della più bella voce femminile regalataci dal Regno Unito negli ultimi 30 anni.

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