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Pet Shop Boys: Pandemonium Tour Live In Berlin, recensione concerto 05/12/2009

Published on dicembre 23, 2009 by   ·   No Comments

(Dal nostro inviato Andrea Dasso) Dopo il successo della data di Londra lo scorso 19 giugno che aveva portato all’O2 Arena 16000 spettatori (sold-out) i Pet Shop Boys hanno voluto ripetere l’esperimento con una nuova trance del Pandemonium tour che oltre in teatri e strutture più piccole li portasse a suonare anche in strutture più grandi, nei palazzetti europei.

Così dopo alcune date in Grecia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Croazia e Austria dove hanno suonato sia in strutture piccole che in Arene, la band ha iniziato la trance di concerti in Germania, dove storicamente ha il numero più alto di fans insieme al Regno Unito. Ill tour tedesco comprendeva 6 date che avrebbero portato i PSB a suonare in strutture medio-piccole (ad Amburgo, Francoforte, Rostock e Munster) e in strutture più grandi (Berlino e Magdeburgo). Proprio Berlino sembrava la scommessa più azzardata della band: dopo il successo della data della scorsa estate al più piccolo Tempodrom (dove registrarono il sold-out con oltre 4000 fans presenti) la band aveva voluto mantenere la promessa fatta in quell’occasione di tornare a suonare in città a dicembre e ha ben pensato di farlo alla grande, all’O2 World, una delle più grandi arene dell’Europa continentale capace di contenere fino a 17mila spettatori. Ovvio che con altri 5 concerti sparsi in alcune delle più importanti città tedesche, sperare nel sold out sarebbe stato utopistico, ma la vendita dei biglietti è andata comunque molto bene, portando all’O2 World circa 7000 Petheads (così sono chiamati i fans del gruppo) in prevalenza tedeschi, ma con qualche italiano, est europei ed inglesi sparsi qua e là. Di questi 7.000 e più fans solo un numero molto piccolo (inizialmente non più di una ventina) ha sfidato i rigori del rigido autunno tedesco (la temperatura era di pochi gradi sopra lo zero) aspettando sin dal primo pomeriggio all’esterno della struttura per poter avere i posti migliori sotto il palco e godere al meglio lo spettacolo. Ma la loro pazienza e tenacia è stata senz’altro ripagata dal grande spettacolo che il duo britannico ha messo in scena quella sera. Aperte le porte alle 18, lo show è iniziato alle 19.50 con la performance dei Bad Lieutenant la nuova band di Bernard Sumner (un’altra icona del pop anni ’80). A dispetto di quanto si potrebbe pensare, il set dei BL (abbastanza lungo con circa 40’ di show)  non è stato all’insegna dell’elettronica ma più di pop-rock con 3 chitarre e una batteria sul palco, accompagnate solo raramente dalle tastiere.  Il set della band ha compreso sia canzoni del loro album di esordio, uscito quest’anno, come This Is Home, che pezzi dei Joy Division (splendida Love Will Tear Us Apart, pezzo conclusivo del set e dedicato a Robert Enke, il portiere dell’Hannover morto suicida recentemente) sia dei New Order (Crystal e Ceremony) che il pezzo inciso dai Bernard con i Chemical Brothers (Out Of Control mixata per l’occasione con Temptation). Tuttavia a dispetto del nome, del passato e della qualit della band dei musicisti, il set dei BL ha convinto poco sia per ragioni tecniche (luci puntate addosso a parte del pubblico, volume delle chitarre troppo alto che sovrastava quello delle voci) sia perché la voce di Bernard non sembrava più come quella degli anni d’oro. Alle 20.30 termina il set dei BL e intorno alle 20.50 una voce robotizzata informa che entro pochi sarebbe iniziato il Pandemonium ed invitava ad evitare l’uso di videocamere o macchine fotografiche con flash.  Alle 21.05 finalmente inizia il Pandemonium! Rispetto al concerto di Londra (che è stato già recensito da spl) l’inizio è molto simile, se escludiamo l’eliminazione di Love Comes Quickly. Salta però subito alle orecchie come l’acustica funzioni meglio che a Londra: il sound è migliore e ad un volume più alto ed adeguato alla grandezza del’Arena senza però essere fastidioso, inoltre la voce di Neil funziona a meraviglia. Il concerto seguirà la divisioni in 4 parti come nella trance precedente del tour: la prima dedicata al nuovo album, poi quella dal titolo New York che s’incentra sull’inizio della carriera dei PSB, poi The Ballet, Celebrtation e gli encores finali. La parte dedicata al nuovo album è uguale a quella già vista in passato (tolta come già detto Love Comes Quickly) con i pezzi del nuovo Cd (Love Etc, Did You See Me Coming, Pandemonium, Building A Wall) mixati a vecchie hit come Heart (brano di apertura),  Can You Forgive Her? e Go West mixata con Paninaro, che rappresenta il climax della prima parte. La prima sorpresa di New York è per Two Divided  By Zero visto che è stato aggiunto nel finale un assolo dell’unico ballerino maschio della crew di supporto formata dai soliti 4 elementi. Dopo la solita camminata di Chris Lowe durante Why Don’t We Live Together? (accolta come al solito dal boato del pubblico),il piccolo bridge di Left To My Own Devices (I’m facing to a choice…”) introduce la prima novità: New York City Boy, uno dei brani più noti ed amati della band, che precedere Always On My Mind. NYC Boy è proposta in una versione carina e con un bel balletto di supporto, ma a mio avviso qui uno o due coristi avrebbero fatto bene alla canzone, rafforzando il ritornello dove è rimasto il solo Tennant a cantare. Molto d’effetto la videoproiezione che mixa le scene dello studio 54 del video di New York City Boy con quelle riprese al nightclub Heaven di Londra ed inserite ad inizio anni novanta nel clip di Was It Worth it. Poi si prosegue con Always On My Mind e il medley Closer To Devices: sempre molto toccante la parte quasi acappella di Neil per Closer To Heaven e bella la nuova projection per Devices. Poi si prosegue come per il tour estivo per la parte The Ballet in cui son o i pezzi lenti a farla da padrone e in cui spiccano l’intro molto emozionante di Do I Have To? eseguita in assolo al piano da Chris e una splendida versione della struggente King’s Cross, accompagnata da un pubblico molto partecipe. Con Suburbia inizia la parte chiamata Celebration ed ecco un’altra novità “What Have I Done To Deserve This?” in cui il ritornello è cantato in back projection da Dusty Springfield.
Si prosegue con la parte detta Celebration in cui i PSB eseguono la nuova All Over The Worl e due medley Se A Vida E-Discoteca e il nuovo Viva La Vida-Domino Dancing seguito da It’s A Sin e dalla consueta sparata di coriandoli e stelline luccicanti. Poi i PSB escono dal palco subito richiamati a gran voce dal pubblico e rientrano con i consueti bis Being Boring, una delle loro miglior canzoni, e West End Girls inframmezzati dai ringraziamenti al pubblico (“always fabulous” lo definirà Tennant) di Berlino e dalla presentazione dei ballerini e di Neil&Chris. Poi al termine di West End Girls sembra tutto finito ma quando i PSB tornano dietro le quinte e le luci non si riaccendono, la gente di  Berlino riprende a chiamarli a gran voce ed arriva un’extrara encore con It Doesn’t Often Snow At Christmas (uno dei pezzi di punta dell’ultimo EP Christmas) che è davvero splendido con i ballerini vestiti da alberi di Natale, la neve che scende dall’alto dell’O2, Neil con un berretto russo e Chris con cappello da neve e giacca a vento. Era il regalo di Natale, come ha detto il cantante, per i fans di Berlino. Poi si chiude davvero, con le note di It’s A Sin cantata da Paul Anka e il pubblico inizia a sloggiare in buon ordine, con la consueta ressa al punto vendita del merchandising e poi via nella fredda e piovosa notte berlinese, dopo 1.45 h di grande spettacolo come solo i Pet Shop Boys sanno regalare mixando la loro splendida musica (arrangiata per l’occasione da Stuart Price) ad elementi teatrali (curati da Es Devlin) a costumi e coreografie sempre nuovi ed affascinanti fino alla curatissime retroproiezioni. Con i Pet Shop Boys non si parla quasi di più di concerto ma di una forma d’arte,  uno spettacolo che si potrebbe vedere e rivedere all’infinito senza stancarsi mai, e riuscendo sempre a cogliere qualche elemento sfuggito al concerto precedente. E dopo la grande notte del 5 dicembre 2009 sicuramente ognuno dei 7000 presenti avrà potuto dire con orgoglio: Ich Bin Ein Berliner Pethead.
Una galleria di foto è visibile su: http://yfrog.com/j7img2291ajx
La tracklist del concerto:
01. More than a dream (remix intro)-Heart
02. Did You See Me Coming?
03. Pandemonium-Can You Forgive Her?
04. Love etc.

05. Integral-Building a Wall
06. Go West
-New York-
07. Two Divided By Zero
08. Why Don’t We Live Together?
09. New York City Boy
10. Always On My Mind
11. Closer To Devices
-The Ballet-
12. Do I Have To?
13. King’s Cross
14. The Way it Used to Be
15. Jealousy
-Celebration-
16. Suburbia
17. What Have I Done To Deserve This?
18. All Over The World
19. Se A Vida E’-Discoteca
20. Domino Dancing-Viva La Vida
21. It’s a Sin
-Encores-
22. Being Boring
23. West End Girls
-Extra encore-
24. It doesn’t often snow at Christmas

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