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Pino Scotto: Vuoti Di Memoria tra rock e nostalgia, la recensione di SPL80

Published on novembre 10, 2014 by   ·   No Comments

71yxqHgxxNL._SL1222_Alla fine anche Pino Scotto (forse l’esponente più carismatico e rappresentativo della scena hardrock italiana) ha ceduto al richiamo dell’album di cover, nonostante gli strali lanciati spesso contro le cover band dagli schermi di RockTv.

Lo ha fatto con un progetto, però, molto interessante: Vuoti Di Memoria, un disco pensato per far scoprire ai giovani (che hanno conosciuto Scotto sia per la sua instancabile attività live sia -forse soprattutto- per le sue performance televisive) artisti e brani spesso dimenticati dal grande pubblico, ma che sono stati fondamentali per la crescita artistica di Pino o che, comunque, toccavano tematiche a lui care.

Nato durante il tour che promozionava il precedente lavoro di Scotto (Codici Kappaò del 2012), Vuoti Di Memoria è stato in origine pensato come un doppio album con un CD di cover italiane e uno di brani in inglese. Poi, però, si è deciso di fare una maggior cernita dei brani e di proporre 5 cover in italiano, 5 in inglesi e 2 inediti, uno in entrambe le lingue, per questa tracklist:

1.   La Resa Dei Conti (inedito)

2.   Il Chitarrista

3.   E Se Ci Diranno

4.   Povera Patria

5.   Svalutation

6.   E’ Arrivata La Bufera

7.   Rock ‘n’ Roll Core (inedito)

8.   Heartbreak Hotel

9.   Stone Dead Forever

10. Still Got The Blues

11. Still Raising Hell

12. Hoochie Coochie Man

Impressionante leggere nel libretto che accompagna il disco la lista di collaboratori che hanno partecipato alle session dell’album da Blaze Bayley (ex Iron Maiden che canta in Stone Dead Forever), a Nathaniel Peterson (già bassista di Eric Clapton), da Maurizio Solieri (ex chitarra di Vasco Rossi), a Ricky Portera (ex Stadio), passando per Mario Riso, Drupi (che canta dentro un megafono in E’ Arrivata La Bufera) ed i fratelli Tommy e Filippo Graziani (che ovviamente partecipano all’omaggio al padre con Il Chitarrista).

Il disco si apre con il primo dei due inediti: testo in italiano ma ritornello in inglese con un Pino che comincia già bello carico ed arrabbiato, l’inizio cajun del disco non deve ingannare, il brano è all’insegna dell’hard rock con la chitarra di Filippo Dall’Inferno (The Fire, Rezophonic) sugli scudi.  Si prosegue poi con una delle cover meglio riuscite della parte italiana del disco, Il Chitarrista di Ivan Graziani, che riprende molto il sound anni 70 e vede una valida collaborazione con i figli di Ivan. E Se Ci Diranno, brano di Tenco, attacca con un andamento lento e soft per trasformarsi in un pezzo rock, ma soprattutto nella parte lenta la voce di Pino non sembra dimostrarsi adatta al pezzo. Anche Povera Patria (scelta molto probabilmente da Scotto per il testo impegnato) non sembra essere molto adatta alla vocalità di Scotto, ma dopo diversi ascolti il pezzo (anche per via dell’andamento malinconico) riesce a catturare.

La chitarra di Maurizio Solieri e il riff di Detroit Rock City dei Kiss, rendono da subito orecchiabile la cover di Celentano, Svalutation, E’ Arrivata La Bufera è invece un brano dall’icnidere più allegro, ma con un superbo supporto della batteria e la partecipazione a sorpresa di Drupi.

PinoScotto2_bSi passa poi alla parte inglese del disco, se l’inedito perde il confronto con La Resa Dei Conti, la cover di Elvis (Heartbreak Hotee) è da apprezzare soprattutto per il vocione blues di Scotto nel ritornello. Deludenti, invece, Stone Dead Forever (cover dei Motorhead molto simile all’originale) e Still Raising Hell di Ted Nugent., mentre Still Got The Blues di Gary Moore ha una chitarra (quella di Dario Cappanera) che vale da sola l’ascolto del brano e a cui è giustamente lasciato un lungo assolo. Valida anche la parte vocale di Scotto, molto sentita e sofferente.

Si chiude con un’orecchiabile versione di Hoochie Coochie Man di Willie Dixon, caratterizzata da un lungo assolo di chitarra nella parte centrale del brano.

Vuoti Di Memoria si propone come un esperimento discretamente riuscito: ci sono alcuni brani sulla cui resa si potrebbe discutere, ma questo è lo scotto da pagare quando si propone un disco di cover, ma che nel complesso è un valido disco di hard-rock che riesce a riproporre con sonorità attuali anche canzoni molto datate e alle quali Scotto contribuisce a dare nuova vita con la sua voce roca ed il suo rock arrabbiato. Brani, tra l’altro, che hanno per la maggior parte messaggi importanti, testi significativi, e assolutamente in linea con lo Scotto-pensiero. Tutto sommato quest’album si dimostra un esperimento riuscito in bilico tra rock e nostalgia.

Giudizio: 6/10

Da Scaricare: La Resa Dei Conti, Il Chitarrista, Still Got The Blues

Andrea Dasso

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