Sunday, October 22nd, 2017

Quattro chiacchiere con Thomas Anders!

Published on settembre 30, 2009 by   ·   No Comments

thomasanders(Intervista di Andrea Dasso per Spl80.com) – Dopo la straordinaria intervista ad Andy Bell, vocalist degli Erasure, Spl80 vi propone un’altra grande intervista in esclusiva. Questa volta abbiamo avuto la chance di fare 4 chiacchiere in compagnia con un’altra grande stella della musica anni ’80: Thomas Anders, cantante dei celebri Modern Talking, capaci di vendere in 20 anni di attività oltre 120 milioni di dischi. Thomas ha parlato con noi di tanti aspetti sia della sua carriera solista, che di quella con i Modern Talking, ma anche della sua vita privata…
D. Iniziamo parlando della tua ultima collaborazione: come è nato il progetto di lavorare con un’altra star degli anni ’80 come Sandra? Com’è stato lavorare con lei? Sei soddisfatto dell’andamento della canzone nella single chart e dell’airplay in Germania?
R. E’ andata così: Sandra e io ci siamo incornati in un ristorante ad Ibiza. Abbiamo cenato assieme e lei mi ha chiesto se mi sarebbe piaciuto duettare con lei nel suo prossimo album. E ho detto: Si! Abbiamo avuto un buon air play ma non sono molto felice dell’andamento in chart, comunque la canzone è davvero forte!

D.  La tua canzone con Sandra, come Ibiza e For You dovrebbero essere nel tuo prossimo album, il che mi fa pensare che il tuo nuovo CD sarà molto più orientato verso la dance rispetto all’ultimo Songs Forever, possiamo aspettarci un album più pop?
R: Sì, il mio nuovo album sarà molto più pop e dance. Sono passati 6 anni dal mio ultimo album pop, non veda l’ora!

D. Ma cosa è accaduto al tuo prossimo album? I rumors dicevano che doveva uscire all’inizio del 2009 poi in primavera e ora che anche l’estate è passata, nulla: puoi dirci qualcosa di più al riguardo?
R.  Ci sto ancora lavorando seriamente. Sfortunatamente, nel frattempo ho cambiato il mio produttore così sarà necessario più tempo per terminarlo. Il mio obiettivo è realizzare un ottimo disco e non voglio mettermi pressione addosso per realizzarlo per una data specifica. Di sicuro non sarà quest’anno

D.  Come hai scelto il nome Good Karma per il nuovo album? Ha un significato particolare?
R. C’è una canzone dell’album chiamata Good Karma. All’inizio doveva chiamarsi Bad Karma, ma io dissi: “Non voglio cantare una canzone dal karma negativo”. Così i songwriters cambiarono il titolo in Good Karma e io dissi: “Questo dovrebbe essere il titolo del mio nuovo album!”

D. Lavorando con Sandra, hai potuto lavorare con un’altra grande leggenda della musica anni ’80, con qualche altra 80’s star ti piacerebbe collaborare per un duetto?
R. C’è una persona con cui mi piacerebbe moltissimo duettare, ma rimarrà per sempre un desiderio: Barbra Streisand.

D. Fin’ora hai realizzato 8 album in stiudio? Quale di questi senti più tuo o comunque più legato a te? E perché?
R. L’ultimo album è sempre il più importante per l’artista. Un album che è stato molto importante per la mia creatività  è stato “Souled”. Lo registrai nel 1992 a Los Angeles con il produttore Peter Wolf. Lavorare con lui è stato grande.

D. Parliamo per un attimo del tuo ultimo lavoro in studio: com’è nata l’idea di realizzare un album swing-acustico? Dopo di te, vari artisti dagli Erasure a Jimmy Somerville hanno realizzano album acustici o country anche se sono delle pop-stars, si potrebbe quasi dire che sei un precursore di questo tipo di progetti…
R. Grazie del complimento. Era un mio desiderio personale realizzare un album del genere. Mi piace ascoltare in casa mia questo genere di musica, e stavo pensando ad alcune canzoni speciali. Ho iniziato la mia carriera negli anni ’80 e mi venne l’idea di reinterpretare alla mia maniera le mie canzoni preferite di quel periodo.

D. Nel tuo ultimo album, Songs Forever, hai realizzato diverse cover di artisti di vario genere da Van Morrison a Lisa Stanfield ai Culture Club, come sono state scelte le canzoni per questo progetto? Hai scelto delle canzoni che avevano un preciso significato per te o solo quello più adatte al tuo tipo di voce?
R. E’ stato necessario più di un anno per scegliere le canzoni per questo album. Sono rimasto seduto per molto tempo a casa mia con il mio musical director e mentre parlavano delle canzoni degli anni ’80 abbiamo fatto la selezione. All’inizio avevano scelto più di 50 canzoni di quella decade. In seguito, abbiamo passato del tempo nella mia casa di Ibiza per lavorare su quelle canzoni. Pensavamo a nuovi arrangiamenti e a presentarle in un nuovo stile. Rimanemmo così con 20 canzoni. Il passo successivo fu di elaborare al computer un arrangiamento completo poi cantai le canzoni. E… finalmente registrammo 14 canzoni con l’orchestra.

D. Alcuni anni fa, hai tenuto dei concerti in location molto piccolo come nelle chiese, com’è nata l’idea di questo speciale tour con canzoni natalizie?
R. Amo il Natale e le vacanze natalizie. Ogni anno suono al piano in casa mia le mie canzoni natalizie preferite e tutti i miei amici e familiari dicevano che avrei dovuto suonarle su un palco. Così nacque l’idea di fare alcuni spettacoli nelle chiese, cosa che crea un sentimento molto speciale.

D. Durante la tua carriera solista hai lavorato con molto artisti e produttori, quali di loro ti hanno dato di più dal lato professionale o ti hanno aiutato a migliorarti artisticamente?
R. Peter Wolf. Era il producer di “Souled” ed è un vero maniaco. Non ho mai lavorato così sodo su di un album nè prima nè dopo.

D. Un’intervista con Thomas Anders deve parlare per un attimo dei Modern Talking: ora che sono passati diversi anni dal vostro scioglimento definitivo, qual è per te il ricordo più prezioso di quel progetto? E quale canzone senti più tua o ha per te un significato particolare?
R. Senza i Modern Talking non sarei la persona  che sono oggi. Questa carriera ha cambiato completamente la mia vita e la canzone più importante per me è e sarà “You’re My Heart, You’re My Soul”.

D. in Germania, c’è un gruppo, i Systems In Blue che erano il coro originario dei Modern Talking. Cosa pensi di loro?
R. Rispetto il lavoro dei Systems In Blue. Il loro lavoro ci mostra che è possibile copiare il sound dei Modern Talking. Ma alla fine è un po’ un circolo vizioso! Sarà sempre una copia. Il successo dei Modern Talking non è legato solo al suono, alla melodia, alla voce o al look. E’ un misto di tutte queste cose e non è possibile duplicarlo.

D. Da quasi 30 anni sei nel mondo del pop, c’è al momento in Germania ma anche all’estero qualche nuova interessante pop-star che potrebbe avere un interessante futuro? E quali sono le 5 canzoni che Thomas Anders sta ascoltando maggiormente in questi giorni?
R. Al momento i Tokio Hotel hanno un grande successo fuori dalla Germania. Ma credo che sarà molto dura per loro avere questo successo anche negli anni avvenire. Anche i Rammstein sono un gruppo di successo, ma ignoro la loro musica e i loro concerti perché si servono di elementi e simboli nazisti. Attualmente, sto ascoltando i nuovi album di Whitney Houston, Coldplay, Jazz-Tunes e Joni Mitchell.

D. Guardando al passato, quali artisti ti hanno influenzato maggiormente dal punto di vista artistico? C’é un cantante che è stato il tuo punto di riferimento, il tuo modello?
R. Quando ho iniziato a cantare in inglese era sicuramente Barry Manilow. Amavo le sue canzoni e il suo modo di scriverle. Oggi, sono molto impressionato da Barbra Streisand: è un’artista che ha carisma e una perfetta entertainer.

D. Non tutti I tuoi fan sanno che Thomas Anders è solo il tuo nome d’arte e non il tuo vero nome (Bernd Weidung ndr), come hai scelto il tuo pseudonimo? Com’è nato il nome Thomas Anders?
R. In quei giorni, più di 30 anni fa, il mio vero nome suonava troppo complicato. Il mio produttore voleva darmi un nome più semplice e alla fine venne fuori Thomas Anders.

D. Com’è Thomas Anders nella sua vita privata quando non è in tour o in studio? Cosa fai nel tempo libero?
R. Amo passare il mio tempo libero a casa, sia in Germania che a Ibiza. Trascorro il mio tempo con la mia famiglia e i miei amici e cucinando delle cenette intime.

D. In Germania sei speso impegnato in causa umanitarie, quali senti più vicine a te?
R- A Coblenza sono il patrono di un’associazione benefica per bambini, la Kinderschutzbund. Per è molto importante aiutare i bambini disagiati per aiutarli ad avere un inizio migliore nella vita.

D. Eccoci all’ultima domanda: credi che un giorno avremo la fortuna di vederti su un palco in Italia? Quasi ogni anno tieni numerosi concerti soprattutto nell’Europa Orientale ma non hai suonato nel nostro Paese, possiamo avere qualche chance in futuro?
R. Mi piacerebbe molto fare qualche spettacolo in Italia. Amo la gente, il Paese e il cibo. Abbastanza recentemente ho avuto dei contatti per uno show a Roma, chissà forse ci vedremo l’anno prossimo…

(Intervista di Andrea Dasso per Spl80.com)

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