Sunday, November 29th, 2020

I 10 HP si raccontano a SPL80

Published on maggio 2, 2020 by   ·   No Comments

(di Andrea Dasso) Poco più di un mese vi avevamo raccontato del nuovo album dei siciliani 10HP (i più distratti troveranno tutto qui), adesso noi di SPL80 siamo riusciti a scambiare quattro chiacchiere con la band per conoscere meglio il loro passato, il nuovo disco e molte altre cose… Buona lettura!

1.  Iniziamo dal vostro nome, 10 HP…  qual è la sua origine? Come lo avete scelto?
Beh, inizialmente per creare il nostro sound abbiamo cominciato ad esercitarci riarrangiando in chiave totalmente personale brani storici della tradizione italiana. Quelli che uscivano più naturali e spontanei erano i pezzi di Lucio Battisti. Fu allora immediato il collegamento al riuscitissimo sodalizio Mogol/Battisti. Il richiamo alla famosa “motocicletta” suonava bene, una sigla breve e secondo noi molto rock, perché legata ai cavalli vapore della moto.
 
2.  Ci raccontate un po’ come vi siete conosciuti e come avete iniziato a suonare assieme?
Io (Nicola il chitarrista) e Giacomo (cantante e bassista) ci siamo conosciuti molti anni fa, cominciando a suonare nelle feste del liceo classico. Era il 1998/1999 circa, anni d’oro per il rock a livello internazionale. Verso il 2005 nacque l’idea di formare un trio con un sound molto personale, comprammo un furgone e da allora non ci siamo più fermati. Dopo l’avvicendarsi di 2 diversi batteristi, abbiamo trovato la formazione ideale col nostro attuale e validissimo batterista, Leonardo.
 
3.  Quali sono gli artisti che vi hanno influenzato maggiormente nella vostra carriera?
Abbiamo gusti diversi in materia musicale, chi è legato più al grunge, chi al rock progressivo, chi al blues, però credo che i Police siano per tutti e 3 una grande fonte di ispirazione.
 
4.  Avete appena realizzato il vostro nuovo album Mantide, descrivetecelo in 3 parole…
Sincero, rock, pop.
 
5.  Quali sono i temi che affrontate in “Mantide”?
“Mantide” è un lavoro discografico che, pur avendo molte sfaccettature, può essere quasi considerato un concept album, i cui temi ricorrenti sono quelli del viaggio, il senso della vita, la difficile impresa di districarsi tra le mille insidie che mettono a dura prova la ragione e la lucidità dell’essere umano.
 
6.  Sono passati diversi anni dal vostro album precedente, L’Ennesimo Errore, quali sono le principali differenze tra Mantide ed il suo predecessore?
Sono parecchie le differenze. L’ennesimo errore era un album composto più da cover, con il singolo omonimo che aveva un taglio molto più pop rispetto alla nostra produzione odierna. Inoltre, era prodotto da un’etichetta indipendente, mentre in “Mantide” la produzione è totalmente a carico della band, quindi è inevitabile che non ci siano influenze esterne e sia a 360 gradi il riflesso di tutto ciò che sentiamo giusto raccontare oggi, senza filtri e con una maturità acquisita, anche perché sono passati 8 anni e siamo diventati “vecchietti”.
 
7.  Il secondo singolo di Mantide, attualmente in programmazione radiofonica, è “Figli Della Luna” di cosa parla questo brano?
Figli della luna è la richiesta d’aiuto di chi è nato in mezzo al niente, di chi scappa dalla guerra o da una vita che non gli appartiene. E’ l’urlo degli emarginati, un pugno allo stomaco che racconta senza retorica il viaggio intriso di precarietà di chi mette a rischio la propria vita e quella dei propri figli, affinché i loro sogni possano continuare ad esistere
 
8.  Avete suonato parecchio in giro per l’Italia e anche all’estero, com’è il vostro rapporto con la “dimensione live”?
È la dimensione che più ci appartiene, quello che ci sta mancando di più soprattutto in questo periodo di quarantena forzata, ma necessaria.
 
9.  Da  artisti indie italiani, come vedete lo stato di salute attuale della musica indipendente italiana? Ci sono altri artisti indie italiani che seguite?
Credo ci sia molto fermento, anche se per il rock non credo sia un periodo roseo, però noi siamo indissolubilmente legati al rock e continueremo a farlo. Se facessimo trap non saremmo credibili. Credo sia importante assecondare la propria indole musicale, lasciarsi contaminare sicuramente, ma non snaturarsi.
Trovo molto interessanti “La Municipàl”.
 
10.  Proiettiamoci infine nel futuro: chi vi piacerebbe avere ospite nel vostro prossimo album? 
Sognando, sarebbe bello avere ospiti Enrico Ruggeri, Piero Pelù, Franco Battiato e Carmen Consoli.

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